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        <title>Activa System - Network, Web &amp; Software applications</title>
        <description>Gli articoli di www.activasystem.com</description>
        <link>http://www.activasystem.com/</link>
        <lastBuildDate>Tue, 07 Sep 2010 10:51:51 +0100</lastBuildDate>
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            <title>www.activasystem.com logo</title>
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            <description>Feed provided by www.monweb.it</description>
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        <item>
            <title>Separazione Web server e Database server</title>
            <link>http://www.activasystem.com/articoli/separazione_web_server_e_database_server-5.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Tratto da &lt;a href=&quot;http://escher07.altervista.org&quot;&gt;http://escher07.altervista.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Generalit&amp;agrave;&lt;br /&gt;In questo documento si ipotizza di dover mettere su web un applicativo con tecnologia&lt;br /&gt;adeguata (ASP/IIS, PHP/Apache etc&amp;hellip;). Si vogliono discutere pregi e difetti delle varie&lt;br /&gt;possibili soluzioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Soluzione Scenario Difetti Prerequisiti Scenario di utilizzo&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Unico Server&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&amp;rsquo; la soluzione pi&amp;ugrave; semplice ed &amp;egrave; quella normalmente adottata in contesti intranet. Esiste&lt;br /&gt;un solo server dove risiedono l&amp;rsquo;applicativo ed il DB, entrambi in INSIDE. I due livelli&lt;br /&gt;possono essere separati ma solo per motivi prestazionali, ovvero possono essere usati un&lt;br /&gt;Application Server ed un DB Server ma entrambi sulla LAN. E&amp;rsquo; ovvio che essendo per&lt;br /&gt;ipotesi la INSIDE un&amp;rsquo;area con politiche omogenee per entrambi le protezioni sono solo&lt;br /&gt;quelle locali (sistema operativo e applicativi).&lt;br /&gt;I dati viaggiano in chiaro quindi non c&amp;rsquo;&amp;egrave; alcuna protezione nei confronti di possibili sniffing&lt;br /&gt;o tentativi di accesso/Dos dalla INSIDE. Del resto si suppone che per politiche aziendali&lt;br /&gt;e/o sorveglianze interne e/o scarse capacit&amp;agrave; tecniche degli utenti etc&amp;hellip; questi eventi siano&lt;br /&gt;estremamente improbabili.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Separazione DB/Application&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Ipotizziamo che la stessa applicazione di cui in precedenza debba ora essere resa&lt;br /&gt;disponibile su internet. Rispetto al caso precedente ci sono alcune differenze di fondo,&lt;br /&gt;ovvero:&lt;br /&gt;&amp;bull; presenza di un firewall&lt;br /&gt;&amp;bull; i servizi esterni devono essere posizionati in una opportuna area (detta DMZ)&lt;br /&gt;ed essere accessibili tramite uno o pi&amp;ugrave; IP pubblici (fisici o tipicamente NAT&lt;br /&gt;operati dal firewall stesso)&lt;br /&gt;Dunque ci&amp;ograve; che deve essere pubblico deve andare in un&amp;rsquo;area &amp;ldquo;demilitarizzata&amp;rdquo;. La prima&lt;br /&gt;idea &amp;egrave; quella di sostituire l&amp;rsquo;unico server precedente con due (o pi&amp;ugrave;) server uno pi&amp;ugrave; esposto&lt;br /&gt;ed uno meno. Cosicch&amp;eacute; se crolla il primo almeno i danni sono limitati alla sola DMZ e non&lt;br /&gt;comportano perdita dei dati almeno finch&amp;egrave; non crolla anche il secondo. In pratica lo&lt;br /&gt;scenario &amp;egrave; questo:&lt;br /&gt;In sostanza il server web esterno raccoglie una richiesta http destinata ad un server dati&lt;br /&gt;(tipicamente in INSIDE, dove interno=senza indirizzo pubblico) soddisfacendola e&lt;br /&gt;restituendo al PC remoto l&amp;rsquo;HTML giusto. E&amp;rsquo; da evidenziare che il server esterno naviga&lt;br /&gt;dentro la LAN al posto del PC remoto, quindi la differenza rispetto ad un normale link &amp;egrave;&lt;br /&gt;che i diritti a livello di firewall saranno solo su di lui e non sul PC, cosa (impensabile) che&lt;br /&gt;comporterebbe l&amp;rsquo;apertura del server interno a tutti.&lt;br /&gt;Ci sono vari possibili modi con cui il server esterno dialoga con l&amp;rsquo;interno.Il pi&amp;ugrave; semplice &amp;egrave;&lt;br /&gt;quello di interrogare direttamente il servizio interno interessato : ad esempio se&lt;br /&gt;quest&amp;rsquo;ultimo &amp;egrave; un DB Oracle operer&amp;agrave; una richiesta sulla porta 1521. Ci sono poi metodi&lt;br /&gt;alternativi per cui la richiesta generica &amp;egrave; impacchettata in una di tipo http (Web&lt;br /&gt;Service/Reverse Proxy). In tutti i casi il firewall deve avere una regola di questo tipo:&lt;br /&gt;Permit Web server -&amp;gt; Server Dati Port=P0&lt;br /&gt;&amp;hellip;dove P0 &amp;egrave; rispettivamente 1521 o 80 nei nostri esempi.&lt;br /&gt;In una situazione di questo tipo la sicurezza viene demandata essenzialmente&lt;br /&gt;&amp;bull; Alla stabilit&amp;agrave; del Web Server Esterno&lt;br /&gt;&amp;bull; Al servizio che raccoglie le richieste sul server dati (Oracle Listener o Servizio&lt;br /&gt;WWW)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Un eventuale crash del primo apre le porte della DMZ. Un eventuale crash del secondo&lt;br /&gt;apre le porte della LAN, dato che evidentemente conquistare un server di una certa area&lt;br /&gt;corrisponde (a meno delle sicurezze locali, ovvero firewall applicativi e password) ad avere&lt;br /&gt;a disposizione tutta quell&amp;rsquo;area.&lt;br /&gt;In questo caso la sicurezza dell&amp;rsquo;applicazione &amp;egrave; certo importante ma il quanto questa debba&lt;br /&gt;essere sicura dipende soprattutto dai dati. In altre parole gli eventi pi&amp;ugrave; pericolosi possono&lt;br /&gt;essere questi:&lt;br /&gt;1. l&amp;rsquo;intruso esegue sniffing sui dati trasmessi su internet&lt;br /&gt;2. l&amp;rsquo;intruso manda in crash l&amp;rsquo;applicativo&lt;br /&gt;3. l&amp;rsquo;intruso riesce ad eseguire del codice sul web server e invia comandi dannosi per il&lt;br /&gt;server interno&lt;br /&gt;questi eventi sono in ordine crescente di difficolt&amp;agrave; e di pericolosit&amp;agrave;. In altre parole se&lt;br /&gt;l&amp;rsquo;applicazione invia dati &amp;ldquo;delicati&amp;rdquo; deve sempre implementare tecniche tipo SSL (per&lt;br /&gt;proteggersi dal primo evento) : detto questo gli altri due eventi riguardano tutti i possibili&lt;br /&gt;siti web anche se qui c&amp;rsquo;&amp;egrave; da valutare bene il rapporto costo/beneficio di spendere risorse in&lt;br /&gt;un adeguato tuning/hardening del sistema.&lt;br /&gt;Reverse Proxy&lt;br /&gt;E&amp;rsquo; in pratica una caso particolare del precedente nel senso che la richiesta DMZ-INSIDE&lt;br /&gt;non &amp;egrave; generica ma di tipo http ed &amp;egrave; rivolta quindi ad un application server in INSIDE, che&lt;br /&gt;normalmente accorpa anche le funzioni di DB (ovvero non lo fa ma solo per motivi&lt;br /&gt;prestazionali, tanto una volta su quello in LAN gi&amp;agrave; ci saremmo). Quindi introduce un livello&lt;br /&gt;aggiuntivo di sicurezza nel senso che per far crollare questa architettura occorre&lt;br /&gt;&amp;ldquo;sfondare&amp;rdquo; il Web Server, poi l&amp;rsquo;application tramite codice inviato sulla porta 80, poi il DB,&lt;br /&gt;eventualmente su una terza macchina.&lt;br /&gt;Da notare che in ambiente Unix il servizio Apache pu&amp;ograve; fare anche funzioni di reverse proxy&lt;br /&gt;mentre in ambiente Windows non vale lo stesso per IIS : in tal caso occorre utilizzare ISA,&lt;br /&gt;ovvero il proxy di Microsoft.&lt;br /&gt;Il reverse proxy ha anche un altro vantaggio rispetto alla generica architettura a &amp;ldquo;due&lt;br /&gt;livelli&amp;rdquo; di cui in precedenza : non &amp;egrave; indispensabile avere un indirizzo IP per ogni servizio&lt;br /&gt;esposto ma, al limite un solo indirizzo pubblico e un Web Server che supporta il virtual&lt;br /&gt;hosting (sia Apache che IIS lo fanno).&lt;br /&gt;Il principale problema di questa soluzione &amp;egrave; la presenza di un singolo point of failure. Un&lt;br /&gt;attacco DoS al Web Server provoca una interruzione di servizio di tutti i servizi per cui&lt;br /&gt;questo fa reverse proxy.&lt;br /&gt;Inoltre il reverse proxy non protegge in alcun modo dallo sniffing di dati, dato che non&lt;br /&gt;opera alcuna crittografia che deve essere implementata dall&amp;rsquo;application server. Se questo&lt;br /&gt;non lo fornisce ed i dati sono &amp;ldquo;sensibili&amp;rdquo; non va usato.&lt;br /&gt;Virtual Private Network&lt;br /&gt;Questa soluzione serve tipicamente per espandere l&amp;rsquo;utilizzo di un applicativo intranet (o&lt;br /&gt;addirittura client/server) ad una serie di sedi remote della stessa organizzazione.&lt;br /&gt;In pratica la sede remota tramite adeguato client (esempio Cisco VPN Client) instaura un&lt;br /&gt;dialogo con la logica PKI con un adeguato apparato hardware della rete interna (detto&lt;br /&gt;VPN Concetrator) , tipicamente il firewall.&lt;br /&gt;Questi eseguita l&amp;rsquo;autenticazione tramite proprie access list o pi&amp;ugrave; spesso tramite il dialogo&lt;br /&gt;con un server dedicato detto AAA (Authentication Authorization Accounting server) crea un&lt;br /&gt;canale criptato in cui viaggiano i dati.&lt;br /&gt;Fisicamente tramite internet ma virtualmente in modo punto-punto fra PC remoto e&lt;br /&gt;application server (se come di norma la VPN &amp;egrave; configurata per poter accedere solo a quella&lt;br /&gt;macchina e a quel servizio ossia porta).&lt;br /&gt;Questo tipo di architettura replica in sintesi lo scenario intranet fra sedi connesse tramite&lt;br /&gt;internet, per cui l&amp;rsquo;application server (+db o meno a seconda delle prestazioni) &amp;egrave; di norma&lt;br /&gt;in INSIDE, ovvero in una DMZ dove si trovano tutti i server per la intranet se di &amp;egrave; decisa&lt;br /&gt;questa architettura.&lt;br /&gt;Le principali criticit&amp;agrave; di questa soluzione sono :&lt;br /&gt;&amp;bull; il numero comunque limitato di sedi collegabili, necessariamente note a priori;&lt;br /&gt;&amp;bull; la necessit&amp;agrave; di apparati dedicati (VPN Concetrator, AAA server)&lt;br /&gt;&amp;bull; il traffico che si genera e l&amp;rsquo;impegno per gli apparati che eseguano la decrittazione;&lt;br /&gt;Il vantaggio principale &amp;egrave; che diventa abbastanza irrilevante la sicurezza intrinseca&lt;br /&gt;dell&amp;rsquo;applicazione : anzi si pu&amp;ograve; dire che questa soluzione ha senso solo se il dialogo&lt;br /&gt;client/server avviene in chiaro (come avviene per tutte le applicazioni originariamente&lt;br /&gt;pensate per contesti LAN), altrimenti si sovrappone inutilmente crittografia (VPN) a&lt;br /&gt;crittografia (SSL) oltre a portarsi dietro tutti i vincoli di cui sopra.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Duplicazione DB e Application&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Questa &amp;egrave; la soluzione normalmente attuata in presenza di molti client che accedono da&lt;br /&gt;internet e di dati delicati, come ad esempio succede nei progetti e-commerce.&lt;br /&gt;La duplicazione del DB porta evidentemente dei costi di licenze significativi (nel caso di&lt;br /&gt;software non Open Source) ma permette di essere sempre abbastanza tranquilli sul fatto&lt;br /&gt;che i dati pi&amp;ugrave; delicati non siano compromessi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;In pratica in DMZ si trova un application server che normalmente implementa tecniche tipo&lt;br /&gt;SSL ed un DB server che contiene i suoi dati, che costituiscono solo una piccola parte&lt;br /&gt;dell&amp;rsquo;archivio (ad esempio gli ordini raccolti in giornata). Application e DB possono trovarsi&lt;br /&gt;anche sulla stessa macchina e/o sono separati pi&amp;ugrave; per motivi prestazionali che per altro.&lt;br /&gt;Questo application consente in genere funzionalit&amp;agrave; estremamente limitate quali ad&lt;br /&gt;esempio l&amp;rsquo;inserimento dell&amp;rsquo;ordine ma non la sua modifica e/o cancellazione sia per motivi&lt;br /&gt;funzionali (in nessun markeplace il cliente pu&amp;ograve; cambiare idea su ci&amp;ograve; che vuole quando&lt;br /&gt;vuole) ma anche per motivi tecnici (il DB in DMZ contiene proprio per ragioni si sicurezza&lt;br /&gt;solo le minime informazioni possibili).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;In INSIDE si trova invece un secondo application e un secondo DB, eventualmente anche&lt;br /&gt;qui sulla stessa macchina. Il dialogo fra questi due servizi avviene con le politiche tipiche&lt;br /&gt;della LAN e quindi di norma con piene funzionalit&amp;agrave; del client (es. inserimento, modifica,&lt;br /&gt;cancellazione) e con dati che viaggiano in chiaro.&lt;br /&gt;In tempi prestabiliti i due DB dialogano fra loro : in genere &amp;egrave; quello interno che attraverso&lt;br /&gt;una impostazione di questo tipo:&lt;br /&gt;Permit Application Interno -&amp;gt; Application Esterno Port=80&lt;br /&gt;&amp;hellip; ovvero (se si utilizzano stored procedures o simili) di questo tipo:&lt;br /&gt;Permit DB Interno -&amp;gt; DB Esterno Port=P0&lt;br /&gt;&amp;hellip; preleva i dati da quello esterno, portandoli sulle proprie tabelle e facendoli entrare nel&lt;br /&gt;&amp;ldquo;giro&amp;rdquo; (es. contabilit&amp;agrave;) ordinario.&lt;/p&gt;</description>
            <author>Activa System</author>
            <pubDate>Tue, 02 Mar 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Microsoft: VMs in Azure già a Marzo? Cloud computing in competizione con Amazon</title>
            <link>http://www.activasystem.com/articoli/microsoft_vms_in_azure_gia_a_marzo_cloud_computing_in_competizione_con_amazon-4.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Microsoft Azure&lt;/strong&gt; &amp;egrave; una delle pi&amp;ugrave; grandi novit&amp;agrave; del  2010 di&amp;nbsp;Microsoft, segna di fatto l'ingresso definitivo della compagnia  nel mondo del cloud computing e pone importanti sfide sul cammino della  software house, il primo su tutti inerente il modello di business che ha  permesso a Microsoft di arrivare a oggi. Azure &amp;egrave; gi&amp;agrave; disponibile ma non  permette ancora di avere le funzionalit&amp;agrave; di &lt;strong&gt;una piattaforma  PaaS&lt;/strong&gt;. Questo significa che ad oggi non &amp;egrave; possibile attivare una  vps &quot;nuda&quot; come avviene ad esempio in Amazon EC2, che &amp;egrave; una piattaforma  IaaS.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Microsoft potrebbe introdurre questa possibilit&amp;agrave; gi&amp;agrave; dal prossimo  Marzo. Si tratter&amp;agrave; ovviamente di VMs con Windows installabile, sulle  quali quindi i clienti potranno portare il software che gi&amp;agrave; utilizzano  all'interno del proprio data center, avendo per&amp;ograve; a disposizione una  fonte di risorse pi&amp;ugrave; vasta e probabilmente contratti Microsoft dedicati  per l'assistenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'ingresso di Microsoft potrebbe porre in difficolt&amp;agrave; la pi&amp;ugrave; famosa  piattaforma IaaS di oggi: Amazon EC2 &amp;egrave; ancora tra le pi&amp;ugrave; utilizzate e  tra le meno costose, per questo motivo potrebbe risentire di una  politica aggressiva di Microsoft, soprattutto per i clienti che gi&amp;agrave; oggi  acquistano software e servizi prodotti da Redmond.&lt;/p&gt;</description>
            <author>Activa System</author>
            <pubDate>Sat, 27 Feb 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Software as a service (SaaS): aspetti giuridici e negoziali</title>
            <link>http://www.activasystem.com/articoli/software_as_a_service_saas_aspetti_giuridici_e_negoziali-2.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Il software &amp;egrave; l'elemento che, pi&amp;ugrave; di ogni altro, ha contribuito alla diffusione della scienza informatica, grazie alle sue caratteristiche di strumento idoneo a supportare l'automazione di processi ed attivit&amp;agrave; in funzione del business aziendale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'utilizzo del software attraverso le cd. licenze d'uso si &amp;egrave; per&amp;ograve; sempre contraddistinto per la presenza di problematiche connesse, in particolar modo, con gli oneri della gestione in proprio (capacity planning, installazione, manutenzione, update, sicurezza) e dei costi (licenze, hardware, personale).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'evoluzione informatica, segnata dall'avvento di Internet e dalla diffusione dei web browser, ha portato alla fine degli anni 90, nel pieno della cd. bolla tecnologica, allo sviluppo del modello degli ASP, acronimo di Application Service Provider, in base al quale si sosteneva che qualsiasi software potesse essere in realt&amp;agrave; trasformato in un servizio, cos&amp;igrave; da permetterne la fruizione da remoto evitando, nel contempo, tutti gli inconvenienti connessi alla sua gestione tradizionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono ormai passati diversi anni dalla fine di quel periodo ma un nuovo modello si sta diffondendo grazie anche all'accesso in banda larga, ad una infrastruttura Internet pi&amp;ugrave; matura e robusta ed all'affermarsi di modelli di distribuzione dello storage e delle capacit&amp;agrave; elaborative derivanti dalla necessit&amp;agrave; di supportare le sempre pi&amp;ugrave; diffuse tecnologie mobili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parliamo di SaaS, acronimo di Software as a Service, una delle tipologie di servizio alla base del paradigma del cloud computing, che rappresenta una tendenza evolutiva dell' outsourcing, termine con il quale si intende la pratica di affidare all'esterno la gestione delle funzioni non facenti parte del core business aziendale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La principale novit&amp;agrave; &amp;egrave; rappresentata da un nuovo modello di delivery dei servizi IT che focalizza l'attenzione su ci&amp;ograve; che le tecnologie consentono di realizzare, piuttosto che sulle tecnologie in s&amp;egrave;, con il risultato che il software non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; un asset gestito in proprio dall'utilizzatore ma &amp;egrave; quest'ultimo che sceglie i servizi di cui usufruire, in base alle proprie reali necessit&amp;agrave;, contribuendo alla diffusione di un modello economico orientato al consumo IT.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta quindi di servizi che permettono di soddisfare con grande flessibilit&amp;agrave; alcune esigenze tipiche delle infrastrutture informatizzate quali:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* supporto dei pi&amp;ugrave; comuni processi aziendali (gestione di magazzino, CRM, gestione del personale, ecc...)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* applicazioni verticali per garantire soluzioni ad hoc in settori od attivit&amp;agrave; molto specifici&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* applicazione connesse con la gestione dei dati e delle informazioni (data mining, business intelligence, backup remoto, ecc...)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* spazi virtuali per il team collaborativo (gestione condivisa di progetti, memorizzazione e scambio di documentazione, pianificazione, messaggistica instantanea, ecc...)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* servizi pi&amp;ugrave; comuni (webmail, calendario, ecc...)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Caratteristiche ed aspetti legali&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il modello Saas prevede la fornitura di applicativi software, ospitati all'interno della infrastruttura dello stesso fornitore, ai quali il cliente accede mediante Internet. I vantaggi per il fruitore sono per lo pi&amp;ugrave; rappresentati da:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* riduzione dei costi di licenza e di gestione connessi con l'infrastruttura IT&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* semplificazione od eliminazione degli oneri di gestione&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* trasferimento, in parte, del rischio di esercizio sul fornitore&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* scalabilit&amp;agrave; che permette di realizzare soluzioni di capacity on demand&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* completo supporto per le esigenze di mobilit&amp;agrave; aziendale&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A ben vedere, alcuni dei benefici citati rendono questo modello appetibile soprattutto per le startup e le piccole e medie imprese, tradizionalmente alle prese con problemi di budget e con la mancanza, al loro interno, di professionalit&amp;agrave; specifiche nel campo IT.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia non mancano implicazioni di natura differente, anche legali, innanzitutto sotto il profilo dell'inquadramento giuridico della fattispecie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da questo punto di vista, come gi&amp;agrave; ricordato, il SaaS rappresenta una evoluzione dell'outsourcing che nel nostro ordinamento giuridico &amp;egrave; un contratto atipico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prevalenza di una prestazione di fare, avente ad oggetto la fornitura di uno o pi&amp;ugrave; servizi software o di altra natura, unitamente alla presenza di una organizzazione dotata di mezzi e gestione propri ed al pagamento di un corrispettivo sono tutti elementi che fanno propendere per la configurabilit&amp;agrave; di un appalto di servizi, sia pure avente ad oggetto prestazioni continuative o periodiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima diretta conseguenza di tale inquadramento &amp;egrave; che l'obbligazione dell'appaltatore costituisce una obbligazione di risultato, anche se nella pratica non mancano casi di soggetti interessati a far figurare nel contratto i propri obblighi come di mezzi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;D'altra parte l'utilizzo delle capacit&amp;agrave; elaborative e di memorizzazione del fornitore, da questo direttamente controllate, con la finalit&amp;agrave; di supportare le varie attivit&amp;agrave; ed i processi di business di una organizzazione pone altre questioni concernenti:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* il rispetto di comprovati standard di sicurezza informatica&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* l'adempimento di obblighi di conformit&amp;agrave; di natura normativa (es. quelli posti dal d.lgs. 196/03 in materia di protezione dei dati personali) o contrattuale&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* la necessit&amp;agrave; di fare affidamento su livelli di servizio misurabili in base a parametri tecnici oggettivi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* la protezione della propriet&amp;agrave; intellettuale ed industriale&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta ovviamente di aspetti di non facile soluzione che finiscono per incidere in modo significativo sulla posizione dell'uno o dell'altro contraente, anche dal punto di vista di una eventuale responsabilit&amp;agrave;, soprattutto nel caso in cui emerga un difetto di due diligence.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' necessario quindi che tali questioni siano prontamente affrontate e risolte, in un ottica di bilanciamento dei contrapposti interessi, nell'ambito di una trattativa diretta alla predisposizione di un regolamento contrattuale il cui oggetto deve essere ben chiaro e dettagliato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' inoltre opportuno che il contratto sia accompagnato da allegati contenenti la descrizione degli aspetti tecnici e la determinazione dei parametri dei livelli di servizio (SLA) connessi all'esecuzione delle varie prestazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sicurezza informatica&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel mondo odierno le informazioni rappresentano per le organizzazioni, di ogni genere e dimensione, uno dei principali asset da preservare per il raggiungimento dei propri obiettivi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci&amp;ograve; vale, a maggior ragione, quando una quota, pi&amp;ugrave; o meno consistente, di tali informazioni diventa oggetto dei processi di elaborazione e memorizzazione di una infrastruttura informatica gestita da una parte estranea, come appunto nel caso di specie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il richiamo all'importanza delle informazioni in gioco serve perci&amp;ograve; a sottolineare la necessit&amp;agrave; che il fornitore, in primis, offra specifiche garanzie e dettagli sull'adozione dei migliori standard e delle misure di sicurezza, tecniche ed organizzative, ritenute idonee, sulla base di una analisi del rischio, a proteggere le informazioni da tutte le minacce, interne od esterne, che siano tali da comprometterne la riservatezza, la disponibilit&amp;agrave; e l'integrit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questa prospettiva pu&amp;ograve; essere utile accertare nella fase negoziale, e successivamente dare conto nel contratto, di alcune condizioni o status dell'outsourcer relativi a:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* il possesso di certificazioni attinenti l'ambito dei servizi offerti (ad es. SAS70, ISO27001,...)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* l'impiego di personale altamente qualificato e certificato&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* l'adeguatezza dimensionale e qualitativa delle infrastrutture informatiche e di comunicazione&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una valutazione a parte deve essere invece riservata alla questione della responsabilit&amp;agrave; nel caso di eventuali violazioni od incidenti di sicurezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre la disponibilit&amp;agrave; dell'outsourcer ad assumere contrattualmente il rischio di tali violazioni deve essere valutata come un segnale di apertura che la dice lunga sulla sua affidabilit&amp;agrave; complessiva, purtroppo nella prassi contrattuale si ravvisa una tendenza di segno completamente opposto che si manifesta attraverso clausole, dal contenuto spesso poco chiaro, cui &amp;egrave; bene prestare la massima attenzione, tenendo comunque presente che il codice civile (art. 1229) sancisce la nullit&amp;agrave; di qualsiasi patto diretto ad escludere o limitare preventivamente la responsabilit&amp;agrave; di una delle parti per dolo o colpa grave.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Protezione dei dati personali&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una species della sicurezza informatica &amp;egrave; quella riguardante i cd. dati personali, da considerare anch'essi alla stregua di un asset ed oggetto di stringenti obblighi di protezione imposti dal codice della privacy (D.Lgs. 196/03).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra questi obblighi, la cui violazione &amp;egrave; fonte di responsabilit&amp;agrave; civili, penali ed amministrative, vanno annoverati quelli relativi all'adozione delle misure di sicurezza minime (art. 33 ed All. B) e di tutte le altre, idonee e preventive, che, sulla base delle conoscenze acquisite mediante il progresso tecnico e dell'importanza dei dati trattati, possano ridurre al minimo i rischi di distruzione, perdita, accesso non autorizzato o trattamento non consentito o non conforme alle finalit&amp;agrave; della raccolta (art. 31).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta, come noto, di obblighi che permangono in capo al titolare, anche quando egli decida di avvalersi di soggetti esterni alla sua organizzazione per l'esecuzione di attivit&amp;agrave; o la fornitura di servizi strumentali al trattamento dei dati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questi casi l'appaltatore che, per poter eseguire la propria prestazione, si trova nella condizione di partecipare al trattamento dei dati, di cui &amp;egrave; titolare il committente, dovrebbe perci&amp;ograve; fornire idonee garanzie al riguardo ed essere designato quale responsabile esterno del trattamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci&amp;ograve; comporta, di fatto, la necessit&amp;agrave; di includere nel contratto, generalmente sotto forma di allegato:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* la designazione e l'accettazione dell'incarico da parte del responsabile del trattamento&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* le istruzioni alle quali il responsabile deve attenersi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* l'indicazione delle specifiche tecniche e delle misure di sicurezza da applicare in relazioni ai rischi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* i poteri di vigilanza e controllo da parte del titolare e le modalit&amp;agrave; con le quali essi potranno essere esercitati&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* la ripartizione del carico di responsabilit&amp;agrave; tra le parti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infine, ma non certo per importanza, c'&amp;egrave; la doverosa verifica che l'outsourcing non comporti un trasferimento di dati personali in un paese posto al di fuori dei confini della comunit&amp;agrave; Europea a causa dei limiti imposti dalla normativa vigente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A questo proposito occorre riflettere sul fatto che tale rischio pu&amp;ograve; anche essere connesso all'utilizzo da parte dell'outsourcer di strutture di storage e trasmissione ridondanti, situate in posti geograficamente distanti, per far fronte alle inevitabili esigenze di disaster recovery.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;I livelli di servizio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La natura dei servizi da erogare e la necessit&amp;agrave; di soddisfare particolari esigenze, specie del committente, impongono, in alcuni casi, il rispetto di particolari modalit&amp;agrave; di esecuzione della prestazione che vengono concordate tra le parti ed il cui contenuto &amp;egrave; definito attraverso parametri tecnici, qualitativi e quantitativi, oggettivi e misurabili. Tra questi parametri i pi&amp;ugrave; critici sono in genere rappresentati dai seguenti:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* uptime, cio&amp;egrave; la garanzia della disponibilit&amp;agrave; dei servizi secondo una determinata percentuale (es. 99%) riferita ad unit&amp;agrave; di tempo (settimana, mese, anno, ecc...)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* tempi di risposta, cio&amp;egrave; la velocit&amp;agrave; con la quale devono essere eseguite particolari funzioni elaborative. Si tratta di una variabile differente dal tempo di risposta che gli utenti sperimentano durante l'accesso da remoto alle applicazioni software&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* varie metriche di servizio che esprimono misurazioni diverse come il periodo di operativit&amp;agrave; del servizio tecnico, il tempo di presa in carico o di correzione degli eventuali errori o malfunzionamenti, ecc...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'atto con il quale le parti esprimono il loro accordo viene normalmente definito Service Level Agreement (SLA), pu&amp;ograve; assumere la forma di allegato al contratto principale e prevedere, a fronte del mancato rispetto dei livelli concordati di servizio, il pagamento di penali oppure, nei casi pi&amp;ugrave; gravi, una clausola risolutiva espressa ai sensi dell'art. 1456 c.c.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le clausole di un SLA, quando previste, possono incidere in modo significativo sulla portata delle obbligazioni contrattuali e, perci&amp;ograve;, su di esse deve concentrarsi buona parte dell'attenzione dei contraenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Propriet&amp;agrave; intellettuale ed industriale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A volte le informazioni gestite mediante il software possono avere natura riservata per cui il committente pu&amp;ograve; essere portatore di un legittimo interesse ad includere nel regolamento contrattuale delle apposite clausole di riservatezza, salvagardia o rivendicazione dei diritti di propriet&amp;agrave; intellettuale od industriale propri o di terzi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo non toglie che un esigenza analoga possa essere manifestata anche dall'appaltatore con riferimento ad ipotesi specifiche (es. personalizzazioni del software eseguite su richiesta ed a vantaggio del committente).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ulteriori aspetti negoziali&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rimangono, infine, alcuni punti che, a causa delle complessit&amp;agrave; sottese alla loro regolamentazione o delle conseguenze particolarmente gravose che ne possono derivare, richiedono un attenta considerazione durante la fase delle trattative ed in sede di stipula:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* durata del contratto ed eventuali penali in caso di recesso anticipato&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* parametri assunti come riferimento per il calcolo dei corrispettivi del servizio&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* eventuali personalizzazioni del software con indicazione delle specifiche tecniche di sviluppo, della procedura per l'accettazione delle modifiche, della titolarit&amp;agrave; dei diritti sul codice custom sviluppato&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* procedure e modalit&amp;agrave; per la restituzione, all'atto della cessazione del rapporto, dei dati di titolarit&amp;agrave; del committente&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* responsabilit&amp;agrave; del committente per i casi in cui le informazioni dallo stesso gestite attraverso i sistemi dell'appaltatore integrino violazioni di norme di legge (propriet&amp;agrave; intellettuale, privacy, diffamazione, ecc...)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* procedure di backup e disaster recovery&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* accordi per l'accrescimento on demand della capacit&amp;agrave; elaborativa o di storage su richiesta del committente&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* criteri per dirimere le eventuali controversie che sorgono in relazione al contratto (giuridsdizione competente, clausola arbitrale, ecc...)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In conclusione il SaaS rappresenta un modello di distribuzione di servizi innovativo, dotato di caratteristiche che lo rendono idoneo a supportare la domanda IT sulla base di criteri di flessibilit&amp;agrave; e dinamicit&amp;agrave; delle metriche di servizio e dei prezzi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel contempo, per&amp;ograve;, le implicazioni legali e la complessit&amp;agrave; delle questioni che ne derivano, soprattutto in un ottica di bilanciamento di interessi contrapposti, richiedono un attenta valutazione di tutti gli aspetti insiti nel regolamento negoziale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Articolo pubblicato in data 18/12/2008 su Altalex&lt;/p&gt;</description>
            <author>Activa System</author>
            <pubDate>Thu, 21 Jan 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Cloud computing</title>
            <link>http://www.activasystem.com/articoli/cloud_computing-3.html</link>
            <description>&lt;p&gt;In informatica, con il termine cloud computing si intende un insieme di tecnologie informatiche che permettono l'utilizzo di risorse hardware (storage, CPU) o software distribuite in remoto.  Nonostante il termine sia piuttosto vago e sembri essere utilizzato in diversi contesti con significati differenti tra loro, si possono distinguere tre tipologie fondamentali di Cloud Computing:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* SaaS (Software as a Service) - Consiste nell'utilizzo di programmi in remoto, spesso attraverso un server web. Questo acronimo condivide in parte la filosofia di un termine oggi in disuso, ASP (Application service provider).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* PaaS (Platform as a Service) - &amp;Egrave; simile al SaaS, ma non viene utilizzato in remoto un singolo programma, ma una piattaforma software che pu&amp;ograve; essere costituita da diversi servizi, programmi, librerie, etc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;* IaaS (Infrastructure as a Service) - Utilizzo di risorse hardware in remoto. Questo tipo di Cloud &amp;egrave; quasi un sinonimo di Grid Computing, ma con una caratteristica imprescindibile: le risorse vengono utilizzate su richiesta al momento in cui un cliente ne ha bisogno, non vengono assegnate a prescindere dal loro utilizzo effettivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una caratteristica del Cloud Computing &amp;egrave; di rendere disponibili all'utilizzatore tali risorse come se fossero implementate da sistemi (server o periferiche personali) &quot;standard&quot;. L'implementazione effettiva delle risorse non &amp;egrave; definita in modo dettagliato; anzi l'idea &amp;egrave; proprio che l'implementazione sia un insieme eterogeneo e distribuito &amp;ndash; the cloud, in inglese nuvola &amp;ndash; di risorse le cui caratteristiche non sono note all'utilizzatore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il termine cloud computing si differenzia da grid computing che &amp;egrave; un paradigma orientato al calcolo distribuito, e in generale, richiede che le applicazioni siano progettate in modo specifico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Continua su &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing&quot;&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <author>Activa System</author>
            <pubDate>Thu, 21 Jan 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Monweb Crea il tuo sito web in 5 minuti</title>
            <link>http://www.activasystem.com/articoli/monweb_crea_il_tuo_sito_web_in_5_minuti-1.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Monweb &amp;egrave; la prima piattaforma professionale per la gestione dei contenuti, chiamata in linguaggio tecnico CMS (Content Management System), resa intuitiva e flessibile per venire incontro alle esigenze di tutti coloro che vogliono un sito internet subito ma professionale, facile da aggiornare e a basso costo.&lt;/p&gt;
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            <author>Michele Siano</author>
            <pubDate>Sun, 10 Jan 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
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